Akiclash.blog
Some stuff.
venerdì 10 ottobre 2014
Paesaggio lunare.
Oggi Genova mi ha fatto pensare, fin dalle prime ore della mattina, ad una città sotto assedio.
Poteva anche ricordare uno di quegli scenari apocalittici tipici di alcuni videogames o film horror, in cui la città si svuolta in seguito ad una esplosione atomica, o ad un attacco di zombie, e i pochi superstiti rimasti si muovono rapidi in mezzo alle macerie per ripararsi in qualche locale caldo e sicuro. Il paesaggio urbano, ricolmo di fango, con le carcasse delle auto ai lati della strada, ricolme anch'esse di fango ed erbacce, con i vetri ammaccati o anneriti, parevo quello di una città europea durante una guerra, dopo un bombardamento. I mezzi non circolavano, se non in alcuni tratti e con percorsi molto accidentati, e quindi il silenzio la faceva da padrone in città, come se la natura avesse ripreso il dominio del Suo spazio, di quello spazio che l'uomo ha tentato di addomesticare con l'urbanizzazione e che in questi frangenti viene riconquistato dalla natura selvaggia.
Poche persone per le strade dunque, fra di esse alcuni che si soffermano a guardare le vetrine dei negozi allagati, cumuli di merce, di materiali, prodotti di ogni genere.. jeans e quant'altro.
Sui volti dei passanti a regnare è lo stupore. Mi sono curiosamente ritrovato a pensare a quanto tutto questo sia sostanzialmente interessante, da un punto di vista antropologico, o sociologico chiaro, senza nulla togliere alla tragicità del fatto. Guardata sotto una certa prospettiva, tutta la situazione può permetterci di ricavare diverse informazioni riguardo al nostro modo di comportarci, al nostro modo di essere cittadini e prima di tutto uomini. Come reagiamo in questi casi? E' questo che è interessante studiare. Panico? noia? fratellanza? Paura? Stupore?
La mia fantasia si è prodigata in diverse direzioni. Questo paesaggio lunare, questo ritorno ad una primordialità di un certo tipo, mi ha suggestionato al punto di farmi immaginare diversi scenari possibili e probabili. Tutte queste macchine ferme, la circolazione bloccata, è un po' come tornare ad un punto zero. Mi sono ritrovato a pensare a come potrebbero reagire la popolazione se questa situazione si prorogasse per giorni, settimane forse... i mezzi fermi, i negozi chiusi, nessuna possibilità di fare shopping dunque, fatto questo, che farebbe perdere di senso il pascolare senza metà per le vie commerciali del centro.
Cosa faremmo in quel caso? Come ci potremmo intrattenere? Giocheremmo a nascondino come spensierati bambini? Ci racconteremmo favole per la strada? Improvviseremmo banchetti e recite teatrali? Forse tutto questo insieme?
La cosa che inoltre stupisce... anche in questo momento... mentre scrivo... è il silenzio.
Non si sente il rumore di anima viva, nessuna macchina, nessuna ambulanza... i vicini che solitamente rumoreggiano oggi sono anche loro trincerati nel silenzio, incantati in un vetro di cristallo, come se un grande Demiurgo con questa pioggia avesse fatto un potente incantesimo in grado di zittire tutto il vociferare quotidiano, il traffico, gli scarichi delle auto, invitandoci al silenzio e all'ascolto... incantando lo sguardo e l'udito.
Tutto questo, come è chiaro, non toglie che sia dispiaciuto, come tutti credo, per l'uomo che ha perso la vita durante la notte. Non so se esistano delle vere e proprie responsabilità in questo senso o meno, ma non è questo il punto credo in casi come questo.
L'altro fatto che mi stupisce ogni volta è l'umana solidarietà emergente.
Un sincero sentimento di altruismo e voglia di aiutare che mi sembra nasca spontaneo in situazioni come questa. Io stesso avevo voglia di prendere una pala, una tuta impermeabile e scendere ad aiutare i concittadini, i passanti. Una volta rientrato a casa mi sono sentito quasi in colpa per via del fatto che mi stavo facendo una doccia calda mentre altri si trovavano in mezzo al fango ad aiutare, a spaare le strade a risistemare le strade, mentre si prodigavano per far riprendere la circolazione.
E' un sentimento che mi è nato spontaneo e che sospetto di non essere stato l'unico ad avere.
E' ciò che tutte le volte che una calamità naturale si scatena sul territorio mi stupisce in maniera positiva, questo sentimento di umana fratellanza che nasce, questa ri-umanizzazione, passatemi il termine, che ogni volta che ci si trova di fronte ad una calamità ha luogo. Quasi come se il trovarci di fronte ad un "nemico" comune, ad uno scoglio da affrontare tutti insieme, fosse in grado di ricordarci che facciamo tutti parte della stessa famiglia, che siamo tutti parte del genere umano, che siamo tutti in qualche modo fratelli.
Adesso mi gusto ancora un po' questo silenzio mentre distrattamente continuo a guardare i cumuli di fango, e la città, silenziosa, come incantata.
martedì 19 novembre 2013
Devo dire che io sono solidale con tutti gli scioperanti di Palazzo Rosso. Hanno tutte le ragioni e potrebbero anche spingersi oltre. Anzi, oggi a fatica sono riuscito a trattenermi dall'andare lì, "dalla parte degli operai", in un nostalgico revival della Genova rossa che fù, magari aspettando i celerini zaino in spalla e sanpietrino in mano. Così mi sarei sentito tanto un sessantottino in un lungometraggio di Garrell e un giorno mi sarei potuto fregiare di tale atto. Sfortuna o caso vogliono, che sia finito a mangiar datteri sul divano e a seguire il caso via twitter e via telefono. Tornando al punto, il problema vero però è un'altro. Un centro urbano di quasi un milione di abitanti non mi si può paralizzare per uno sciopero, non mi si può ridurre a tale punto di rottura dopo tutte le trattative che ci sono state. Colpa del sindacato o della giunta, ma chi lo sa, io no, ma sicuramente il tutto deve essere parso una gran comunicazione fra sordi. Avrei dato qualunque cosa per stare a pochi passi dal primo cittadino, egregio Marco Doria e vederlo in un momento come questo!
#doria #genova #amt #sciopero
#doria #genova #amt #sciopero
sabato 6 luglio 2013
IMU Sbarbari!
Finalmente si può dire smascherato in via ufficiale questo slogan elettorale altrimenti detto: "Cancellazione dell'Imu". Non ci vuole certo un MBA ad Harvard per capire che in un paese nelle condizioni in cui si trova l'italia ora la questione IMU non rappresenta di certo una priorità. Chi possiede immobili è un privilegiato e non è il primo soggetto intorno al quale ragionare e ipotizzare azioni ed interventi, probabilmente neanche il secondo, sebbene i suoi diritti restino innegabili. Io se fossi nel ministro Saccomanni invece di "tenere conto dei suggerimenti" del Fmi ringrazierei che c'è qualcuno che si preoccupa di correggerci i compiti a casa.
La più ardita resta l'onorevole Santanchè che impugnando la spada dell'orgoglio nazionale italico ha dichiarato in merito all'intervento dell'FMI: "attentato alla sovranità nazionale". Onorevole si sveglia tardi e a sproposito, non è un mistero che la sovranità nazionale nella nostra penisola sia già stata attaccata da tempo, per il nostro bene peraltro, dopo essere stati dichiarati in privata sede, e non senza una certa lucidità, incapaci di intendere e di volere (oltre che di volare).
giovedì 20 giugno 2013
Dalla Cina con furore.
Dalla Cina con furore.

Oggi, per la prima volta, in ritardo me ne rendo conto, ho studiato un minimarket-emporio cinese. Anzi due. Ho proprio deciso di scoprire cosa ci fosse di tanto speciale in questi empori per far si che lentamente la maggior parte di noi sia passata dal: "Non comprerei mai quelle chincaglierie sporche e cheap" a un "Forse forse, giusto le scarpe autunnali o la maglietta per fare i lavori in casa". Ebbene viste le condizioni estreme delle mie sneakers oggi non ho potuto fare a meno di resistere al richiamo dell'emporio cinese. Per questo devo anche dire grazie a un collega conosciuto durante il tirocinio che si è vantato di un acquisto analogo, un paio di sneakers bianche a striscie blu in stile Adidas acquistate ad un emporio di Imola per appena 9 Euro e spiccioli. Così mi sono deciso a esplorare l'emporio con due obiettivi dichiarati: Le spugne per la doccia e eventuali scarpe da ginnastica, tetto massimo per entrambe gli acquisti 15 Euro. Il primo negozio nel quale sono entrato è un minimarket molto grande con frutta, verdura, pesce essicato, ciabatte per la doccia, spazzole, vasi in ceramica, e molto, come potete immaginare, molto altro ancora.
Il frigo era di quelli grandi, da punto vendita Gdo, e la robusta ragazza cinese alla cassa aveva un portamento particolarmente sicuro di sè, indossava una polo celeste di Ralph Laurent macchiata. Mi ha colpito immediatamente la sua lena e il MacBook posizionato di fronte a lei sulla scrivania. Ho trovato interessante e molto significativo il contrasto fra il miscuglio di merci diversissimi per genere e qualità, l'atmosfera apparentemente poco pulita e questo professionale oggetto di design (senza entrare qui nel merito delle critiche ad Apple.).
Dopo aver acqusitato con gioia le spugne mi sono diretto al negozio successivo, quello delle scarpe.
Qui ho trovato una mamma con il figlio di circa 8-9 anni che le stava facendo qualche magheggio con i capelli. Mi hanno lasciato circolare indisturbato per il locale dove ho avuto modo di prendere visione dei capi di tutto rispetto e dei prezzi competitivi e godermi un po' di quella sana atmosfera di negozio, distante anni luce dagli ipertrofici negozi retail della vicina via commerciale dove le luci al neon immancabilmente mi provocano giramenti di capo ogni volta che mi tocca abbassarmi e poi rialzarmi per osservare un prodotto. Loro sono stato molto cordiali, dopo una breve indecisione ho acquistato un modello bianco che non avrei mai acquistato altrove. Il prezzo competitivo e la gentilezza hanno vinto sulla mia tenace tirchieria.
Che dire al riguardo? Sono competitivi per diverse ragioni i cinesi, diciamo senz'altro cose già dette ma me le ripeto volentieri e chi vuole ascoltare, ascolti! Non si perdono in dettagli secondari.
Il loro Marketing è diretto e tagliente, prodotti di qualità accettabile a prezzi vantaggiosi, niente moine particolari su quanto ti sta bene un capo, niente effetti speciali nel negozio, niente buono sconto sugli acquisti per i prossimi sei mesi. Ebbene funziona. Inoltre lavorano con lena. Lontani dagli svogliati commessi, non tutti per carità, dei retail con stipendio assicurato e contratto blindato per almeno tre anni, sebbene le condizioni di lavoro non sempre siano le migliori. Hanno intenzione serie, vogliono mettere su famiglia, far girare l'economia, il soldo. E poi mi sembra più sincero acquistare prodotti dai cinesi dopo anni in cui ho acquistato prodotti provenienti dalla Cina o dal Taiwan e distribuiti da qualche grosso brand europeo o americano con l'aggiunta del sovrapprezzo. Insomma se non altro sto comprando un prodotto cinese da un cinese. Evviva la coerenza!
Stay tuned.
lunedì 3 giugno 2013
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Un lunedì mattina che inizia con immagini confuse e spiacevoli in Piazza Malpighi.
La pioggia che dopo poco inizia a scendere inesorabile.. e poi sempre più vigorosa.
Una mattina dedicata a John Updike.
Un tweet bellissimo:
"Rain is grace; rain is the sky descending to the earth; without rain, there would be no life." - John Updike Happy rainy Monday #NYU
— New York University (@nyuniversity) June 3, 2013
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