Dalla Cina con furore.

Oggi, per la prima volta, in ritardo me ne rendo conto, ho studiato un minimarket-emporio cinese. Anzi due. Ho proprio deciso di scoprire cosa ci fosse di tanto speciale in questi empori per far si che lentamente la maggior parte di noi sia passata dal: "Non comprerei mai quelle chincaglierie sporche e cheap" a un "Forse forse, giusto le scarpe autunnali o la maglietta per fare i lavori in casa". Ebbene viste le condizioni estreme delle mie sneakers oggi non ho potuto fare a meno di resistere al richiamo dell'emporio cinese. Per questo devo anche dire grazie a un collega conosciuto durante il tirocinio che si è vantato di un acquisto analogo, un paio di sneakers bianche a striscie blu in stile Adidas acquistate ad un emporio di Imola per appena 9 Euro e spiccioli. Così mi sono deciso a esplorare l'emporio con due obiettivi dichiarati: Le spugne per la doccia e eventuali scarpe da ginnastica, tetto massimo per entrambe gli acquisti 15 Euro. Il primo negozio nel quale sono entrato è un minimarket molto grande con frutta, verdura, pesce essicato, ciabatte per la doccia, spazzole, vasi in ceramica, e molto, come potete immaginare, molto altro ancora.
Il frigo era di quelli grandi, da punto vendita Gdo, e la robusta ragazza cinese alla cassa aveva un portamento particolarmente sicuro di sè, indossava una polo celeste di Ralph Laurent macchiata. Mi ha colpito immediatamente la sua lena e il MacBook posizionato di fronte a lei sulla scrivania. Ho trovato interessante e molto significativo il contrasto fra il miscuglio di merci diversissimi per genere e qualità, l'atmosfera apparentemente poco pulita e questo professionale oggetto di design (senza entrare qui nel merito delle critiche ad Apple.).
Dopo aver acqusitato con gioia le spugne mi sono diretto al negozio successivo, quello delle scarpe.
Qui ho trovato una mamma con il figlio di circa 8-9 anni che le stava facendo qualche magheggio con i capelli. Mi hanno lasciato circolare indisturbato per il locale dove ho avuto modo di prendere visione dei capi di tutto rispetto e dei prezzi competitivi e godermi un po' di quella sana atmosfera di negozio, distante anni luce dagli ipertrofici negozi retail della vicina via commerciale dove le luci al neon immancabilmente mi provocano giramenti di capo ogni volta che mi tocca abbassarmi e poi rialzarmi per osservare un prodotto. Loro sono stato molto cordiali, dopo una breve indecisione ho acquistato un modello bianco che non avrei mai acquistato altrove. Il prezzo competitivo e la gentilezza hanno vinto sulla mia tenace tirchieria.
Che dire al riguardo? Sono competitivi per diverse ragioni i cinesi, diciamo senz'altro cose già dette ma me le ripeto volentieri e chi vuole ascoltare, ascolti! Non si perdono in dettagli secondari.
Il loro Marketing è diretto e tagliente, prodotti di qualità accettabile a prezzi vantaggiosi, niente moine particolari su quanto ti sta bene un capo, niente effetti speciali nel negozio, niente buono sconto sugli acquisti per i prossimi sei mesi. Ebbene funziona. Inoltre lavorano con lena. Lontani dagli svogliati commessi, non tutti per carità, dei retail con stipendio assicurato e contratto blindato per almeno tre anni, sebbene le condizioni di lavoro non sempre siano le migliori. Hanno intenzione serie, vogliono mettere su famiglia, far girare l'economia, il soldo. E poi mi sembra più sincero acquistare prodotti dai cinesi dopo anni in cui ho acquistato prodotti provenienti dalla Cina o dal Taiwan e distribuiti da qualche grosso brand europeo o americano con l'aggiunta del sovrapprezzo. Insomma se non altro sto comprando un prodotto cinese da un cinese. Evviva la coerenza!
Stay tuned.



