lunedì 15 aprile 2013

Aster e ricerca. Turboblogging.



Aster e ricerca: come guardare dentro (e oltre) i muri.


La metafora è d'obbligo e la ricerca diventa la via per guardare dentro, e oltre, i muri. 
Lo sa bene Aster, primo ente di ricerca in Italia, il consorzio che si occupa di mettere in contatto e creare sinergie fra la Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti di ricerca e le imprese. Come? Attraverso la Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna, l’organo che si occupa di coordinare le eccellenze nell’ambito della ricerca e di orientarle, collegarle, linkarle con le imprese e tutti i soggetti potenzialmente interessati 
sul territorio. 

L’obiettivo dichiarato è quello di fare dell’Emilia Romagna un centro di eccellenza per la ricerca industriale. Ma a quali domande risponde la ricerca? Quali sono le esigenze che soddisfa? La ricerca è la premessa naturale e fisiologica dell’innovazione che in una definizione quanto mai puntuale e metafisica viene descritta come la capacità di “vedere quello che vedono gli altri e pensare ciò che gli altri non pensano.” 
Un saper vedere oltre quindi, una visione d’insieme, quasi profetica. L’occhio del ricercatore deve saper cogliere nell’oggi le esigenze del domani. Le persone in grado di fare questo sono molte più di quanto non ci si potrebbe ragionevolmente attendere. Basti pensare che nel solo CNR di Bologna il numero dei ricercatori oscilla fra i 700 e gli 800, eccellenze che si occupano di nanotecnologie, ambiente, salute, astrofisica, scienze dei materiali. 

La Rete ad Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna strutturalmente è divisa in sei piattaforme tematiche dedicate: Agroalimentare, Costruzioni, Energia Ambiente, ICT e Design, Meccanica e materiali e Scienze della Vita. Le varie piattaforme sono aperte a reciproche contaminazioni e stimoli e sono pensate per lavorare in stretta sinergia all’occorrenza. 
 Ma al di là dei dati e dell’organizzazione quello che si percepisce e quello che vuole trasparire sono le storie, i volti e i valori condivisi dietro, oltre, e dentro ai laboratori e ai centri di ricerca. 
E se la crisi è il muro oltre il quale guardare la ricerca è la via per vedere dentro e oltre a quel muro. Ma la ricerca ha bisogno di farsi notare, di comunicare il suo meticoloso ed incessante lavoro con un linguaggio nuovo e accessibile. “Get out the message” dichiara qualcuno a tal proposito. Raccogliamo la sfida. 

#Getouthemessage!


Post originale:  http://www.turboblogging.it/i-partecipanti/18-igor-sartoni


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